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Il Complesso di San Rocco Il Complesso di San Rocco
  Nel 1495 la congregazione dei Servi di Maria iniziò la costruzione della chiesa e del convento di Santa Maria delle Grazie. Edificato a più riprese fino all'ultimo rifacimento barocco del '700, il complesso fu affidato dal 1771 alla Confraternita di S. Rocco e successivamente nel 1829 venne adattato a sede dell'Istituto delle Suore di Gesù. La chiesa è attualmente chiusa al culto. Il convento, acquistato dal Comune, dopo un recente restauro è stato destinato a sede dell'Istituto Musicale "A. Tonelli", dell'assessorato alla Cultura, dell'assessorato allo Sport, della Fonoteca e della Videoteca. L'edificio, di forma rettangolare, presenta sobrie strutture in laterizio ritmate da due ordini di semplici finestre. Il cortile, terminato nel 1750 (fino ad allora erano stati realizzati i lati settentrionale e orientale, adiacente alla chiesa), rivela una razionale struttura settecentesca caratterizzata da un alto portico con volte a crociera. Di notevole interesse il campaniletto quadrato, che poggia sul lato di portico adiacente alla chiesa.
Il Palazzo dei Pio Il Palazzo dei Pio
  Tra piazza Re Astolfo e piazza Martiri si colloca il complesso di edifici un tempo residenza dei Pio, risultato dell'aggregazione di numerose torri, rocche e torrioni eretti in epoche diverse, dal 1312 fino al sec. XVII. La parte di Castello visibile da piazza Re Astolfo costituisce il nucleo più antico del complesso (le cosiddette ROCCA VECCHIA e ROCCA NUOVA), sebbene numerosi mutamenti e rifacimenti abbiano modificato la struttura originaria. Da piazza Martiri, procedendo da settentrione, sono visibili la TORRE BONACCOLSI (o del PASSERINO), struttura difensiva costruita intorno al 1320 dalla famiglia Bonaccolsi; la TORRE DELL'UCCELLIERA, di forma rotonda e piuttosto interrata rispetto al resto del complesso, costruita nella seconda metà del '400 da Marco II Pio come torre angolare del Castello, destinata poi a voliera (da cui il nome) da Alberto III;
Pieve di Santa Maria in Castello - Chiesa della Sagra   la TORRE DELL'OROLOGIO, edificata nel '600 al centro del Castello per portare l'orologio comunale dalla torre della Sagra nel nuovo centro della città; il TORRIONE DEGLI SPAGNOLI o DI GALASSO PIO, imponente fortificazione nata dall'aggregazione di due torri alla metà del '400, caratterizzata dal singolare coronamento di merlature e pinnacoli. La maestosa facciata, che dà uniformità al complesso, fu costruita da Alberto III Pio nei primi anni del '500 e segna il definitivo passaggio della struttura da Castello a corte rinascimentale.
  La superficie, ritmata in modo chiaroscurale da nicchie e finestre, originariamente doveva presentare, almeno nella parte superiore, affreschi policromi classicheggianti, influenza dell'esperienza romana di Alberto III e dell'architetto Baldassarre Peruzzi. Fungeva da cerniera fra la facciata e le altre parti del palazzo il CORTILE interno, di stile bramantesco. Attraverso un ampio scalone voltato a botte si arriva al piano nobile del castello, dove si trovavano gli appartamenti dei Pio.
La Basilica Cattedrale dell'Assunta (Duomo) Pieve di Santa Maria in Castello - Chiesa della Sagra
  La pieve di S. Maria fu fondata, secondo la leggenda, nell' VIII secolo dal re longobardo Astolfo, sui resti di un edificio di epoca romana, tuttora visibili nella cripta della chiesa. Fra i sec. XI e XII, su iniziativa di Matilde di Canossa, fu ricostruita a causa di un incendio, con pianta basilicale a tre navate seguendo il modello romanico del Duomo di Modena, di cui rimane (lungo le pareti e le absidi esterne) il motivo architettonico delle arcate sostenute da arcatelle cieche, caratteristico del romanico padano. Nel 1515, dopo decenni di importanza e splendore, Alberto III Pio, all'interno dei progetti di ristrutturazione urbanistica della città, decide di costruire la Collegiata nel nuovo centro e riduce la Sagra alle attuali dimensioni, mantenendo solo la zona presbiteriale della chiesa con funzione di oratorio. L'attuale facciata della Sagra fu ricostruita, su progetto di Baldassarre Peruzzi, in occasione della riduzione cinquecentesca, rispettando lo stile severo del romanico. Di notevole interesse il bassorilievo con la Crocifissione nella lunetta del portale, risalente al La chiesa di San Nicolò secolo XI. All'interno è ancora riconoscibile, malgrado i riadattamenti, la struttura basilicale a 3 navate. Particolarmente pregevoli i resti degli affreschi della navata centrale con episodi del Vangelo (XII secolo) e gli affreschi quattrocenteschi delle cappelle di S. Martino e di S. Caterina d'Alessandria, di scuola emiliana. Nella navata destra è collocato il sarcofago di Manfredo Pio (1351) e, addossato alla parete di facciata, si trova l'Ambone, formato da lastre marmoree ad altorilievo del XII secolo, facenti parte dell'originaria recinzione presbiteriale della Pieve.
La Basilica Cattedrale dell'Assunta (Duomo)
  La costruzione della chiesa fu cominciata nel 1515 su iniziativa di Alberto III Pio che volle edificare nel nuovo centro della città la Collegiata, in sostituzione della Sagra. Tuttavia, a causa della cacciata della famiglia Pio nel 1525, i lavori furono interrotti mentre era in corso la costruzione delle fondamenta e delle absidi e ripresero circa un secolo più tardi. Il cantiere continuò però fino alla fine del secolo scorso, quando il Duomo venne corredato della decorazione pittorica interna.
  L'aspetto dell'edificio risente del lunghissimo periodo di edificazione, in quanto è ben evidente l'assommarsi di stili architettonici e decorativi diversi. Le dimensioni infatti sono quelle cinquecentesche volute da Alberto III (che si rifece ai progetti romani per S. Pietro), mentre la facciata (1627-1677) ripropone motivi di ascendenza barocca; la cupola La chiesa di San Francesco all'incrocio dei transetti fu invece costruita nella seconda metà del '700. L'interno, con pianta basilicale a tre navate, ampio e imponente, presenta la spazialità tipica delle antiche costruzioni romane, ripresa nel '500; le pareti, rimaste bianche fin dal '600, furono decorate con intenti neoclassici nella prima metà dell'Ottocento e infine, fra il 1873 e il 1893, fu realizzata l'attuale decorazione che riprende motivi e stile rinascimentali.
La chiesa di San Nicolò
  La chiesa rinascimentale, che costituisce un bell'esempio di architettura del Cinquecento in Emilia, fu costruita nel 1493 sui resti di una preesistente chiesetta medievale, per volere di Alberto III Pio. La facciata in cotto è collegata ad un porticato che conduce al vicino convento francescano, situato sulla destra. La struttura della chiesa, in origine a pianta centrale con alto tiburio, fu modificata con l'aggiunta delle navate attribuibili su progetto di Baldassarre Peruzzi.
La chiesa di San Francesco
  La chiesa di San Francesco venne costruita con l'attuale forma nel 1681, ma già dal '200 esisteva un convento di Frati Minori con annessa chiesa. L'edificio venne completato nel '700, anche se la facciata rimase incompiuta. L'interno, maestoso, è costituito da un'unica navata con transetti e quattro cappelle minori sui lati. La decorazione pittorica venne eseguita da Algimiro Lugli nel 1876, mentre di notevole interesse è un affresco strappato opera di Antonio Alberti (sec. XV)
La Sinagoga
  Negli edifici che si affacciano sull'angusta strada di via Giulio Rovighi si stabilì nei secoli scorsi la comunità ebraica e nel 1719 fu aperto il ghetto. La Sinagoga, La Piazza che si trova nel palazzo del Portico del Mercato del Grano, venne progettata da Achille Sammarini e inaugurata solennemente nel 1861. La facciata, a filo della strada, presenta severe linee neoclassiche; all'interno, il problema dovuto allo scarso spazio per l'accesso al Tempio, è risolto dal progettista con una geniale soluzione di scala concava. Il vasto ambiente di culto, decorato di stucchi e rivestimenti in scagliola con dorature e fregi monocromi, presenta un tabernacolo a colonne corinzie scanalate e timpano circolare e, sulla parete opposta, il matroneo.
La Piazza
  Già Borgogioioso, costituisce, con la sua calma e regolare monumentalità, il perno dell'assetto urbano rinascimentale voluto da Alberto III Pio in sostituzione dell'assetto medievale incentrato sull'attuale piazza Re Astolfo. Centro politico, religioso e amministrativo della città, ha un carattere di spiccata rappresentatività in quanto sulla piazza si affacciano gli edifici più importanti. L'amplissimo spazio (276 metri di lunghezza e 60 di larghezza), più stretto verso sud, è delineato sul lato occidentale dal PORTICO LUNGO, uniforme prospettiva dei palazzi nobiliari già presente nel XV secolo.